Scrivere più velocemente: cosa dice la ricerca
Dopo qualche settimana di dattilografia la domanda cambia: non ti chiedi più dove si trovano i tasti, ma come scrivere più in fretta. La ricerca offre alcune risposte chiare e lascia aperta almeno una questione importante. Qui trovi i risultati principali e il modo di usarli nei tuoi esercizi.
Cosa mostra un grande studio online
Dhakal e colleghi hanno analizzato un test di scrittura online svolto da circa 168.000 volontari, per l’esattezza 168.960. In media scrivevano 51,56 parole al minuto (PAM) e lasciavano nel testo l’1,167% di errori non corretti. Il campione ha però un limite: i partecipanti si sono scelti da soli ed erano per lo più giovani degli Stati Uniti. Due risultati restano comunque utili per chi si esercita.
Il primo riguarda gli errori: secondo gli autori, ridurli anche di poco può portare un grande guadagno di velocità. Il secondo riguarda il rollover, cioè premere il tasto successivo prima di aver rilasciato quello precedente. Questa sovrapposizione era fortemente legata alla velocità, con una correlazione di r = 0,73.
Prima la precisione
Ogni errore costa tempo due volte: quando lo commetti e quando torni indietro per correggerlo. Prendi «perchè» scritto al posto di «perché». Sul layout italiano la correzione richiede Backspace e poi Maiusc insieme al tasto della è: tre tasti in più per un solo accento, e il ritmo si interrompe. Se invece l’errore resta nel testo, abbassa la velocità netta. Non sorprende quindi che qualche errore in meno possa valere molto.
Va detto con onestà che nessun esperimento di allenamento ha confrontato direttamente il principio «prima la precisione, poi la velocità» con l’approccio opposto. I dati sugli errori, però, parlano a favore della precisione. typando ne tiene conto: nella fase 1 una lezione è superata solo con almeno il 97% di precisione, e la velocità non conta; nella fase 2 il riepilogo valuta prima la precisione e poi la velocità.
Il nostro consiglio è semplice. Se nel riepilogo la precisione scende sotto il 97%, rallenta nell’esercizio successivo finché non torna sopra.
Le dita si preparano in anticipo
Feit, Weir e Oulasvirta hanno studiato i movimenti di persone che usano la tastiera ogni giorno. Chi usava la dattilografia raggiungeva in media 57,8 PAM, chi si era costruito un metodo proprio 58,9 PAM: nessuna differenza di velocità. A distinguere i più rapidi erano altre caratteristiche: ogni tasto associato sempre allo stesso dito, la preparazione attiva delle battute successive e pochi spostamenti dell’intera mano.
La dattilografia è un modo affidabile per ottenere queste caratteristiche, anche se non l’unico. Per l’associazione fissa tra tasti e dita e per una mano ferma conta soprattutto la posizione di partenza, descritta nell’articolo sulla fila base. Qui ci interessa la seconda caratteristica: la preparazione delle battute, che si sviluppa scrivendo. Il rollover osservato nello studio online potrebbe esserne un segno visibile.
Un’abitudine aiuta fin da subito. Lascia che lo sguardo preceda le dita: mentre finisci una parola, leggi già quella successiva. Nella fase 2 dell’allenamento, le unità dedicate all’alternanza delle mani propongono parole con coppie di lettere frequenti che si scrivono passando da una mano all’altra. Sono un buon terreno per questo tipo di scorrevolezza.
Esercitarsi appena sopra il proprio ritmo
Ericsson descrive così l’esercizio mirato: si scrive di proposito più velocemente del solito, in genere dal 10 al 20% in più. Secondo Ericsson, però, questo livello di concentrazione regge solo per un tempo limitato: all’incirca da 15 a 30 minuti al giorno.
Keith ed Ericsson hanno studiato persone che scrivono abitualmente al computer. Un corso di dattilografia accompagnato da un allenamento consapevole sulla velocità era legato alla velocità di scrittura in modo molto più forte (β = 0,73) di un corso da solo (β = 0,15). Si tratta di un’associazione statistica, non della prova di un effetto. Si accorda però con l’idea che, oltre alla tecnica, serva un esercizio mirato.
Quando la tecnica è sicura, dedica qualche minuto di ogni sessione a brani scritti un po’ sopra il tuo ritmo abituale e il resto a scrivere con calma e precisione. Come distribuire le sessioni nella settimana è l’argomento di Quanto tempo serve per imparare la dattilografia?
Quando la velocità si ferma
Prima o poi molti arrivano a un plateau: la velocità resta ferma per settimane, nonostante l’esercizio. Spesso succede quando il ritmo abituale è diventato così automatico da non offrire più stimoli.
Un rimedio sono gli sprint brevi: un minuto o due su un testo facile, a un ritmo un po’ più alto del solito, seguiti da un passaggio tranquillo. Se la precisione crolla, lo sprint era troppo ambizioso. Riduci il ritmo e riprova.
Un secondo freno sono i tasti su cui inciampi. Spesso sono pochi. Il riepilogo di ogni esercizio mostra i tuoi tasti più difficili, e nella fase 2 il ripasso dei punti deboli li ripropone sempre dentro parole vere, mai come sequenze isolate. Se tra questi compaiono le vocali accentate, ricorda che sul layout italiano spettano tutte al mignolo destro, che merita qualche esercizio in più a ritmo tranquillo.
Nella fase 2 dell’allenamento, typando aggiunge al 97% di precisione un obiettivo di velocità personale: la media dei tuoi ultimi cinque esercizi più il 5%. L’asticella sale a piccoli passi e parte sempre dal tuo livello, non da un valore uguale per tutti. Il passo è più piccolo di quello descritto da Ericsson, perché vale per un’intera unità di circa 15 minuti e non per uno sprint. Gli sprint di velocità veri e propri arrivano con la fase 3: sei prove da 30 secondi, dal 10 al 20% sopra il tuo ritmo abituale, in cui basta il 90% di precisione.
Per aumentare la velocità a piccoli passi, le unità della fase 2 nell’allenamento ricavano il tuo obiettivo dai tuoi ultimi cinque esercizi.
Domande frequenti
- Qual è una buona velocità di scrittura?
- Dipende da cosa scrivi e da dove parti. Come riferimento, nel grande studio online di Dhakal e colleghi la media era di 51,56 parole al minuto; chi partecipa volontariamente a un test del genere, però, probabilmente ha più pratica della media. Più utile del confronto con gli altri è quello con i tuoi risultati delle settimane precedenti.
- Come si calcolano le parole al minuto?
- Si contano le battute, spazi compresi, e si dividono per cinque: cinque battute valgono una parola. Per le parole nette al minuto si sottraggono gli errori rimasti nel testo, calcolati per minuto. typando mostra le PAM nette nel riepilogo alla fine di ogni esercizio, insieme alla precisione e ai tasti più difficili.
- Perché nell’allenamento non vedo la velocità mentre scrivo?
- Un contatore sempre in vista spinge facilmente a correre, a scapito della precisione. Per questo durante l’esercizio vedi solo il tuo avanzamento nel testo. La velocità compare nel riepilogo finale, dove puoi valutarla con calma insieme alla precisione.
- Devo correggere subito ogni errore?
- Nell’allenamento puoi correggere con Backspace oppure proseguire: gli errori corretti e quelli non corretti vengono contati separatamente. Correggere costa qualche istante, mentre un errore lasciato nel testo abbassa le parole nette al minuto. Se sbagli spesso, la soluzione migliore è rallentare un po’.
Fonti
- Dhakal, V., Feit, A. M., Kristensson, P. O., & Oulasvirta, A. (2018). Observations on typing from 136 million keystrokes. Proceedings of the CHI Conference on Human Factors in Computing Systems. doi.org/10.1145/3173574.3174220
- Feit, A. M., Weir, D., & Oulasvirta, A. (2016). How we type: Movement strategies and performance in everyday typing. Proceedings of the CHI Conference on Human Factors in Computing Systems, 4262–4273. doi.org/10.1145/2858036.2858233
- Ericsson, K. A. (2006). The influence of experience and deliberate practice on the development of superior expert performance. In K. A. Ericsson, N. Charness, P. J. Feltovich & R. R. Hoffman (Eds.), The Cambridge Handbook of Expertise and Expert Performance (pp. 683–703). Cambridge University Press. doi.org/10.1017/CBO9780511816796.038
- Keith, N., & Ericsson, K. A. (2007). A deliberate practice account of typing proficiency in everyday typists. Journal of Experimental Psychology: Applied, 13(3), 135–145. doi.org/10.1037/1076-898X.13.3.135