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La fila base: dove va ogni dito

Prima della velocità viene la posizione. Nella dattilografia otto dita partono da tasti fissi della fila centrale, raggiungono il tasto che spetta loro e tornano subito al proprio posto. Questa fila si chiama fila base. Qui trovi dove appoggiare le dita sulla tastiera italiana e su quella svizzera, quali tasti spettano a ciascun dito e come correggere gli errori più frequenti.

Dove appoggiare le dita

Sulla tastiera italiana la mano sinistra poggia su A S D F, la destra su J K L ò. Gli indici stanno su F e J, che di solito hanno un piccolo rilievo: lo senti con i polpastrelli e trovi la posizione senza abbassare lo sguardo. I pollici restano leggeri sulla barra spaziatrice.

Tieni le dita un po’ piegate, con i polpastrelli sui tasti. I polsi restano dritti, in linea con gli avambracci, come raccomanda anche l’OSHA, l’ente federale statunitense per la sicurezza sul lavoro. Come regolare altezza e distanza della tastiera lo spiega l’articolo Ergonomia alla tastiera: polsi, gomiti e postura.

Prima di ogni esercizio, cerca i due rilievi senza guardare. Se li trovi al primo colpo, puoi cominciare.

Ogni dito ha la sua colonna

Da ogni tasto della fila base parte una colonna leggermente inclinata: salendo verso i numeri piega un po’ a sinistra, scendendo verso la fila inferiore un po’ a destra. Ogni dito si occupa della propria colonna. Gli indici lavorano di più, perché ciascuno copre anche la colonna accanto, verso il centro della tastiera.

Dito Mano sinistra Mano destra
Mignolo 1, Q, A, Z e i tasti più a sinistra 0, P, ò e i tasti più a destra
Anulare 2, W, S, X 9, O, L e il punto
Medio 3, E, D, C 8, I, K e la virgola
Indice 4, 5, R, T, F, G, V, B 6, 7, Y, U, H, J, N, M

Dopo ogni battuta il dito torna sulla fila base. È questo ritorno che ti permette di trovare il tasto successivo senza guardare. Le lezioni introducono i tasti a piccoli gruppi: prima la fila base, poi la fila superiore e infine quella inferiore. Già dalla terza lezione, quando conosci tutti e otto i tasti della fila base, scrivi parole vere come «alla», «dalla» e «sala».

Non prendere alla leggera le prime lezioni, anche se ti sembrano facili. Sono quelle che fissano il ritorno alla posizione.

Il mignolo destro e le vocali accentate

Sul layout italiano il mignolo destro è il dito più impegnato. Oltre a P e ò gli spettano tutte le vocali accentate: è ed é sullo stesso tasto (la é con Maiusc), à e ù accanto alla ò, ì nella fila dei numeri. Si aggiungono poi l’apostrofo, Invio e Backspace. In parole come «perché», «città» o «più» il mignolo si allunga, mentre il resto della mano rimane sopra la fila base.

Esercita le vocali accentate dentro parole vere, non da sole: così il mignolo impara la distanza giusta insieme al movimento delle altre dita. Le lezioni di typando le propongono sempre in parole italiane.

La tastiera svizzera

In Svizzera, per l’italiano, Windows usa di norma il layout svizzero francese, di tipo QWERTZ. La posizione delle mani non cambia, ma dove la tastiera italiana ha la ò, quella svizzera ha la é: la fila base diventa quindi A S D F e J K L é. Anche à ed è hanno un tasto proprio, mentre ò, ù e ì si scrivono con un tasto morto. Premi Maiusc insieme al tasto ^, a destra di quello dell’apostrofo, rilasciali e poi premi la vocale: così ottieni «però», «più» o «così».

Un’altra differenza riguarda la Z, tutt’altro che rara in italiano. Sulla tastiera svizzera Z e Y sono scambiate: la Z si trova nella fila superiore e la scrive l’indice destro, mentre sulla tastiera italiana spetta al mignolo sinistro, in basso. Chi passa da una tastiera all’altra se ne accorge subito con parole come «senza», «grazie» o «piazza».

Nell’allenamento scegli il layout che corrisponde alla tua tastiera. La tastiera su schermo e gli esercizi useranno così i tasti giusti.

Maiuscole con la mano opposta

Per le maiuscole tieni premuto Maiusc con il mignolo della mano che non scrive la lettera. La M di «Milano» spetta all’indice destro, quindi premi Maiusc sinistro; la R di «Roma» spetta all’indice sinistro, quindi usi Maiusc destro. Una mano tiene premuto, l’altra scrive, e nessuna delle due lascia la sua posizione. All’inizio fai attenzione: per abitudine molti usano sempre lo stesso Maiusc.

Il vantaggio di una posizione fissa

Uno studio di Feit, Weir e Oulasvirta sulla scrittura quotidiana al computer aiuta a capire perché una posizione fissa conviene. Per la velocità contavano un’associazione univoca tra ogni tasto e un dito, la capacità di preparare in anticipo i movimenti successivi e una mano che si sposta il meno possibile. La fila base serve proprio al primo e al terzo aspetto: ogni dito ha i suoi tasti e la mano resta ancorata allo stesso punto. Come allenare anche la preparazione dei movimenti è spiegato in Scrivere più velocemente: cosa dice la ricerca.

Una domanda resta aperta. Non esiste un confronto randomizzato tra i corsi che partono dalla fila base e quelli che partono dalle lettere più frequenti. typando comincia dalla fila base perché da lì ogni altro tasto si raggiunge con un movimento breve e il dito sa sempre dove tornare.

Errori tipici e come correggerli

  • Lo sguardo scende sulle mani. Succede soprattutto quando un tasto non ti viene in mente. Guarda invece la tastiera su schermo, che evidenzia il tasto successivo con il colore del dito giusto: gli occhi restano all’altezza del testo.
  • Le mani scivolano. Se dopo qualche parola gli indici non sentono più i rilievi, la mano si è spostata. Controlla la posizione a ogni pausa, per esempio alla fine di una frase.
  • Il tocco è troppo pesante. Un tasto va premuto, non colpito. Se dopo un esercizio senti le dita o gli avambracci tesi, rallenta e premi con più leggerezza.

Rendere automatica la posizione richiede tempo. Quanto, all’incirca, lo spiega Quanto tempo serve per imparare la dattilografia?

Esercitati subito sulla fila base: le prime lezioni dell’allenamento partono da A, S, D, F, J, K, L e ò.

Domande frequenti

Perché i tasti F e J hanno un piccolo rilievo?
Il rilievo ti permette di trovare la posizione di partenza al tatto. Quando gli indici sentono i due segni, le altre dita si appoggiano da sole sui tasti vicini e lo sguardo può restare sul testo. Anche dopo una pausa ti bastano un paio di secondi per ritrovare il tuo posto.
Con quale pollice si preme la barra spaziatrice?
Con quello che ti viene più naturale. C’è chi usa sempre lo stesso pollice e chi alterna: se l’ultima lettera l’ha scritta la mano sinistra, preme lo spazio con il pollice destro, e viceversa. Entrambi i modi vanno bene, purché l’altro pollice resti rilassato e non prema per sbaglio.
Sulla tastiera Mac la fila base è la stessa?
Sì, le lettere della fila base sono nelle stesse posizioni anche sul Mac. Cambiano alcuni simboli, e al posto di Alt Gr si usa il tasto Opzione. Nell’allenamento attiva l’opzione «Tastiera Mac»: la tastiera su schermo mostrerà la disposizione corretta.
Come riconosco una tastiera svizzera?
Guarda i tasti a destra della P e della L: se accanto a è, é e à compaiono anche ü, ö e ä, la tastiera è svizzera. La disposizione fisica è la stessa per il tedesco e per il francese; cambia solo la lettera che si ottiene senza Maiusc. Per l’italiano in Svizzera, Windows usa di norma la variante francese.

Fonti

  1. Feit, A. M., Weir, D., & Oulasvirta, A. (2016). How we type: Movement strategies and performance in everyday typing. Proceedings of the CHI Conference on Human Factors in Computing Systems, 4262–4273. doi.org/10.1145/2858036.2858233
  2. U.S. Occupational Safety and Health Administration (OSHA). Computer Workstations eTool: Keyboards. www.osha.gov/etools/computer-workstations/components/keyboards

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